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rimbalzone

Consuete considerazioni sulla borsa italiana.
Per una corretta interpretazione occorre leggere le premesse metodologiche e gli standard operativi approfonditi negli articoli precedenti.

 

Il rimbalzo e’ arrivato. Potente  come era stata la discesa.  Gino Pippi mantiene la  posizione,  ma non la incrementa.  Si registrano volatilita’ elevata e una  configurazione grafica  per ora poco convincente :  il trading system segnala cautela.

 

 

 

alluvione

Consuete considerazioni sulla borsa italiana.
Per una corretta interpretazione occorre leggere le premesse metodologiche e gli standard operativi approfonditi negli articoli precedenti.

 

Purtroppo le alluvioni autunnali,  adombrate  nelle “considerazioni” del 14 settembre, sono arrivate, sia nel Paese che a Piazza Affari….

Quelle borsistiche, essendo gia’  “liquidi” di nostro, non ci hanno danneggiato.

Al contrario, la   sovraperformance rispetto all’indice di riferimento  e’ aumentata. Gino Pippi  non compra mai mentre i prezzi scendono…dice che non bisogna cercare di afferrare un coltello che cade ! Atteso il segnale , e’  rientrato  in campo con una quota iniziale,  circa 1250 punti piu’ in basso di dove aveva effettuato l’ultima vendita . Lo stop posizionato sul minimo a 17500.

La discesa delle borse e’ stata abbastanza corale, ma forse troppo repentina. Le quotazioni appaiono molto sacrificate. In assenza di “notizie” clamorose, che  cambino drasticamente lo scenario, e’  possibile  un certo rimbalzo.

 

benchmark, asset allocation e fondi flessibili

Consuete considerazioni sulla borsa italiana.
Per una corretta interpretazione occorre leggere le premesse metodologiche e gli standard operativi approfonditi negli articoli precedenti.

 

Scattato lo stop sulla quota residuale, il nostro Gino Pippi  rimane completamente liquido e, essendo passati   tre mesi dall’inizio di queste “considerazioni”,  possiamo fare un primo bilancio  e alcune osservazioni metodologiche.

Il 1 luglio  l’indice ftsemib della borsa italiana segnava 21300 punti,  venerdi 10 ottobre ha chiuso a  19200, perdendo circa il 10 % . Gino, senza usare la modalita’ short ( non prevista dal sistema che abbiamo scelto),   ha guadagnato  piu’ o meno  il 5%.

Ha cosi’ conseguito una “sovra performance”,  rispetto all’indice di riferimento,  di 15 punti percentuali in 3 mesi. Ha insomma battuto sonoramente il mercato. Risultato che nella letteratura sull’argomento si ritiene molto difficile da fare e da mantenere… Ho sempre ritenuto questa affermazione poco convincente e cerco di spiegarne le motivazioni. Va premesso che:

  • Battere il mercato quando scende e’ abbastanza facile: basta essere poco o nulla investiti (comunque meno del 100%)
  • Una volta conseguita una larga sovra performance (come nel nostro caso) basterebbe essere indicizzati , vale a dire comprare un etf  per la totalita’ del nostro fondo, per continuare   a “battere il mercato” all’infinito…
  • Nel lungo termine solamente fare meglio del benchmark potrebbe essere comunque insufficiente, se ci si confronta con indici (come il nostro o quello giapponese) strutturalmente deboli. Il risultato potrebbe essere di “aver battuto”, con una performance  di  -40%,  un mercato che e’ sceso del 50% …

Quando un amico o conoscente   mi segnala  i buoni risultati  di un qualche fondo in suo possesso  (frequentemente uno tra i  tanti che gli sono stati venduti) , in genere svolgo una minima analisi  sull’andamento  storico in   confronto con un appropriato benchmark . Analisi che normalmente  rileva  tali  fondi  essere sostanzialmente indicizzati, per cui  un etf  sarebbe stato  un alternativa  migliore. Questo perche’  un  gestore di un fondo azionario America  e’ costretto a detenere azioni americane, sia che il mercato salga, sia che il mercato scenda, trattandosi appunto di un fondo che “deve” detenere azioni americane.

L’alternativa che era sembrata vincente poteva essere quella dei fondi flessibili, nei quali il gestore e’  libero di muoversi fra tutte le diverse tipologie di investimento, mutando continuamente la componente azionaria, obbligazionaria e di liquidita’. Su questo argomento sto svolgendo  una ricerca personale, perche’ mi pare argomento di grande interesse.

Purtroppo anche in questo caso pochissime “mosche bianche” battono un benchmark banale e statico, composto da 50% azionario mondiale e 50% obbligazionario mondiale.

Cio’ significa che se un investitore compra due etf, investendoci in ciascuno la meta’ del suo capitale,  fa meglio della maggior parte dei gestori professionali di  fondi flessibili !

Questo accade per svariati motivi : innanzitutto i fondi sono sottoposti a una serie di costi e commissioni (di gestione, di entrata, di uscita, di performance…), secondo, il gestore deve mantenere sempre un a quota non investita, e quindi non redditizia ,  per fare fronte ai riscatti,  terzo (e  piu’ importante)  i gestori tendono ad essere indicizzati , nel bene e nel male, perche’ cosi’ non potranno essere biasimati di aver fatto molto peggio del mercato.

qualcosa e’ cambiato

Consuete considerazioni sulla borsa italiana.
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Dopo diverse sedute  di congestione doveva rompere in una direzione o nell’altra… Il mercato si e’ indirizzato verso  il basso…

Scattato lo stop a 20200. Gino e Carlo  rimasti con una quota residuale. Chiusura definitiva sui minimi della settimana.

niente di nuovo 3

Consuete considerazioni sulla borsa italiana.
Per una corretta interpretazione occorre leggere le premesse metodologiche e gli standard operativi approfonditi negli articoli precedenti.

 

Diversi cambi di direzione durante la settimana, ma non tali da far scattare segnali in un senso o nell’altro, anche se un  livello  di stop  e’  stato sfiorato.

niente di nuovo 2

Consuete considerazioni sulla borsa italiana.
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Mentre la volatilita’ fa scattare molteplici segnali sul trading system di breve, niente di nuovo per i fratelli Pippi.

Da segnalare i nuovi massimi segnati dalla borsa  USA, oltre quota 2000 per l’indice SP500, e  il tentativo di attacco al massimo di 10000 punti per l’indice  Dax tedesco.

niente di nuovo

Consuete considerazioni sulla borsa italiana.

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Settimana interlocutoria.

L’autunno a volte porta forte maltempo e alluvioni (anche a Piazza Affari), ma il mio sistema non  prende posizioni in anticipo.

Gino rimane long, con una posizione di medie dimensioni.  Stop a 20200 e sotto 19000. Diventa  completamente indicizzato  alla rottura dl massimo settimanale, dove Carlo incrementa il suo investimento.

 

i draghi locopei

 

Consuete considerazioni sulla borsa italiana.

Per una corretta interpretazione occorre  leggere le  premesse metodologiche e gli standard operativi approfonditi  negli articoli precedenti.

 

Il rimbalzo si e’ fatto piu’ corposo. Le “decisioni” della BCE hanno  decisamente influito .

Gino, seguendo le indicazioni del trading system,   ha incrementato  alla rottura dei massimi settimanali. Poi,  sul  segnale  di ipercomprato,  ha preso profitto parziale. Rimane long con una quota di medie dimensioni. Stop a 20200 e sotto 19000.

Carlo, come da piano di trading,   ha effettuato una prima tranche di investimento, seppur di ridotte dimensioni.

rimbalzo

 

Consuete considerazioni sulla borsa italiana.

Per una corretta interpretazione occorre  leggere le  premesse metodologiche e gli standard operativi approfonditi  negli articoli precedenti.

 

Il rimbalzo si e’ concretizzato, ma per ora solo di un rimbalzo si tratta.

Gino  ha chiuso parzialmente l’investimento  e  rimane long con una quota  ridotta  che verra’chiusa sul livello di stop inizialmente previsto. Incremento alla rottura dei massimi settimanali.

Carlo  e’ ancora  completamente liquido, ma il superamento dei massimi di questa settimana lo indurrebbe  a una prima tranche di investimento, seppur di ridotte dimensioni.

 

 

 

 

il punto della situazione

In questa sezione intendo fare un periodico “punto della situazione” sulla borsa italiana.

E’ sostanzialmente destinato a tutte quelle persone, amici e conoscenti, che spesso mi chiedono “come andra’ il mercato?”

Preliminare (e indispensabile) la lettura dell’articolo “Le previsioni finanziarie” della sezione metodologia, nonche’  del Disclaimer.  Utili, sempre nella sezione metodologica, gli appunti titolati “Questioni di metodo”

Prevedere il futuro e’ impossibile. Si possono solo fare ipotesi “verosimili”. Agire di conseguenza. Monitorare la situazione. Prendere eventuali contromisure.

Si tratta di indicazioni di massima desunte dal trading system che sto elaborando; trading system che ha come obiettivo primario quello di battere il benchmark, costituto dall’indice FTSEMIB comprensivo dei dividendi (total return), e comunque di avere un ritorno assoluto. Il sistema e’ direzionale (cerca di individuare trend) ed asimmetrico (piu’ reattivo ai segnali long che short).

Fornisce due indicazioni: una di breve (ho ipotizzato una partenza il 1 luglio 2014) e una di lungo termine.

Riflettevo sulla possibilita’ di inserire anche un indicatore di medio termine, poiche’ quello di breve e’ molto reattivo e speculativo (piu’ adatto al trader che all’investitore). La questione e’ stata risolta utilizzando – con alcune modifiche marginali – quello di breve.
Questo in modo da fornire indicazioni a un investitore di medio termine, il mio amico Gino Pippi .

Gino si e’ mosso con molta cautela in un mercato con trend tendenzialmente negativo; ha quindi sovraperformato rispetto a un indice che ha perso il 6% dal 1 luglio.

In questo momento sta cercando di sfruttare un rimbalzo da una zona di “ipervenduto” , con un investimento ridotto e uno stop loss sui minimi di periodo (18850 dell indice FTSEMIB).

Permane la cautela di fondo (il fratello di Gino, Carlo, noto cassettista, e’ ancora liquido e fuori dal mercato).